Notizie di carattere sanitario
Solari, ecco la nuova generazione dei fotoimmunoprotettori
Il solare si sceglie in base al fototipo e, in ogni caso, deve ridurre e, se possibile, contrastare o riparare i danni degli ultravioletti. Questo il consiglio che gli esperti hanno rivolto ai farmacisti nel corso di un simposio dedicato all’immunoprotezione solare tenutosi durante Cosmofarma. Due le domande chiave da rivolgere al cliente per orientarlo nella scelta del prodotto più indicato. Da una parte sondare se la persona al sole si scotta facilmente e quanto; dall’altra valutare se si abbronza costantemente e quanto. «Oggi è di moda l’abbronzatura cosiddetta mordi e fuggi per cui ci esponiamo al sole con intensità e per tempi brevi senza dare modo ai naturali fattori di fotoprotezione di mettere in atto le strategie di difesa adeguate» sottolinea Giuseppe Monfrecola, docente di Dermatologia e direttore della scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia all’Università Federico II di Napoli. «Ecco perché è fondamentale utilizzare una fotoprotezione artificiale in grado sia di limitare la quantità di di ultravioletti che arriva sulla pelle sia di aiutare il sistema immunitario a difendersi dalla loro azione».
La ricerca ha compiuto molti passi avanti su questi fronti e proprio l’Italia può vantare il merito della messa a punto di una nuova tecnologia e di un prodotto assolutamente innovativo, frutto di una partnership di eccellenza tra l’Università e l’impresa, in questo caso Idi insieme a Msd Italia. «È la cosiddetta tecnologia Reflex a effetto booster, premiata nel 2006 dalla Società italiana di chimica cosmetologica come miglior esempio di sinergia pubblico-privato» dice Stefano Manfredini docente di Chimica farmaceutica e tossicologica all’Università di Ferrara.
«Immaginiamo i filtri come insiemi di palline. Tra loro vengono posizionate microsfere inerti che intercettano i raggi Uv che non incontrano le singole palline di filtro e li ridirezionano verso queste, amplificandone l’effetto sia nella protezione verso gli UVB, ad azione più superficiale, sia verso gli UVA, più penetranti. In pratica, con questo sistema siamo oggi in grado di presentare il primo solare con un rapporto di protezione 1:1 UVA/UVB quando le direttive europee impongono un rapporto di almeno 1:3. Oltretutto siamo riusciti ad arricchirlo con sostanze naturali quali estratto di tè verde, ectoina, nicotinammide, vitamina E, magnesio e ascorbil fosfato, che aiutano a contrastare l’effetto immunosoppressivo degli ultravioletti, combinando così una duplice azione di fotoprotezione e chemioprevenzione».
fonte farmacista33 08/05/2012


Leggi »
Reflusso gastroesofageo. Ne soffre oltre il 20% degli italiani
Il reflusso gastroesofageo colpisce sempre di più. Oggi, in Italia, circa il 20-25% della popolazione generale, favorito da cattive abitudini alimentari e stili di vita non salutari. Lo conferma una ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, composto da medici e dietisti, svolta su un campione di circa 7000 soggetti di età superiore a 25 anni.

Per effettuare la ricerca, l’Osservatorio Nutrizionale ha individuato alimenti e bevande considerati “aggressivi” (come cioccolato, carni grasse, caffè, bevande gassate e tè) e cibi “protettivi”, come la maggior parte della frutta ad esclusione degli agrumi (inseriti tra gli alimenti aggressivi), verdura e legumi (cavoli, carote ecc.), olio extravergine d’oliva e pane integrale. Sono state calcolate mediamente le porzioni introdotte settimanalmente da soggetti di entrambi i sessi. I dati hanno evidenziato che gli uomini introducono un numero di porzioni settimanali di “cibi aggressivi” maggiori delle donne. Mediamente le porzioni settimanali “aggressive” sono 33,6 (31,5 per le donne e 37 per gli uomini), mentre è emerso che la quantità di porzioni “protettive” introdotte rimane basso, mediamente 23,3% (24,2 per le donne e 21,9 per gli uomini).

“La ricerca illustra la stretta correlazione che esiste tra alimentazione e reflusso gastroesofageo”, osserva la Michela Barichella, responsabile medico della Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica ICP e Presidente dell’Associazione Scientifica Brain and Malnutrition in chronic diseases. “Gli italiani – spiega - assumono poca frutta e verdura, sempre meno alimenti integrali e legumi, mentre aumenta l’utilizzo di bevande zuccherate gassate soprattutto nella popolazione più giovane, il cui stile di vita prevede spesso abitudini non salutari come il fumo e l’utilizzo di alcolici, e non a caso è sempre più esposta a sovrappeso ed obesità”.

I dati dell’Osservatorio Nutrizionale evidenziano che molti soggetti analizzati per la ricerca fumano (13,5% fumatori e 8% ex fumatori) e che i fumatori risultano anche i più “viziosi”: utilizzano infatti più caffè (mediamente 14,4 porzioni a settimana rispetto ai non fumatori 10,2) e più cioccolato. Per il consumo di cioccolato (circa 2,5 volte a settimana) non vi sono differenze significative tra i due sessi, mentre l’assunzione di caffè rimane significativamente più alta negli uomini. L’indice di massa corporeo (BMI) medio della popolazione intervistata rimane al di sopra dei valori ritenuti normali (18,5-24,9) e si posiziona mediamente nella fascia del sovrappeso (BMI medio 27 Kg/m2 sia nelle donne che negli uomini).

Il principale sintomo, la fastidiosa sensazione di bruciore localizzata nella parte medio-inferiore dello sterno, è causato dal contenuto dello stomaco che refluisce nell’esofago. Ma “è importante ricordare come il bruciore retro sternale, insieme al rigurgito, non siano gli unici sintomi della malattia – spiega Davide Festi, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Università di Bologna - che si può manifestare infatti anche con disturbi apparentemente non correlati all’apparato digerente, come la tosse, la laringite, l’asma o un dolore toracico”.

Dal punto di vista terapeutico per avere beneficio sulla sintomatologia causata dal reflusso gastroesofageo si consiglia inizialmente di eliminare i pasti abbondanti e ricchi di grassi, e ridurre nettamente i cibi che facilitano il rigurgito, il fumo e l’obesità. Inoltre, è necessario mangiare lentamente e masticare a lungo, evitando di coricarsi subito dopo i pasti. Se questi accorgimenti non sono sufficienti, si può ricorrere ad una terapia farmacologica per facilitare lo svuotamento gastrico, ma soprattutto per ridurre l’acidità del succo gastrico e diminuirne il potere irritante per l’esofago.
fonte farmacitsa33.it 04/05/2012
Leggi »
Pubblicità
Il Nuovo sistema Multivision
Il digital signage semplice e rivoluzionario che disegna nuove strategie di Visual Merchandising
Guarda la DEMO online